«Le leggi umane non permettono di opprimere per utile proprio i bisognosi e gli infelici, e di trafficare sulla miseria del prossimo». Non si tratta di un manifesto politico. Sono le parole di un papa, Leone XIII, lo stesso che nel 1899, stabilì la consacrazione universale degli uomini al Cuor di Gesù, indicata dagli storici come evento da cui risale la solennità odierna.

  1. Il sistema occidentale

Il brano del Vangelo di questa domenica si colloca come discorso conclusivo di Gesù di Nazareth, verso la fine della sua vicenda terrena. I capitoli che seguiranno del testo matteano presenteranno la sua passione, morte e risurrezione. Gesù di Nazareth ha consegnato alla storia un modello esistenziale, una prassi di vita chiara e limpida: «Fate come io ho fatto a voi».

Oggi le proposte di modelli esistenziali (modi di condurre la propria vita) sono innumerevoli, anzi si moltiplicano giorno dopo giorno, in particolare tramite i mezzi di comunicazione social-mediatici: “se vuoi essere felice”, “i cinque segreti per vivere meglio”, “come trovare un senso”, “le chiavi del successo”, etc.

Viviamo in una società libera e democratica, in cui ognuno di noi ha la possibilità di scegliere. Quello che è certo, è che ognuno di noi cerca un riferimento esistenziale, una guida, un “re” a cui ispirarsi: risiede nella nostra natura. Venuti al mondo siamo stati accolti da quelle cure e quelle attenzioni che ci hanno permesso di essere nutriti, protetti e mantenuti in vita. L’uomo non può essere un’entità indipendente, malgrado in tanti si sforzino di farcelo credere. Siamo stati “segnati” da un bisogno costitutivo di essere sostenuti, supportati, di sentirci almeno in due nell’affrontare la faticosa esperienza del vivere.

Caduti nell’illusione dell’autodeterminazione ci troviamo incastrati perfettamente nel sistema occidentale, il quale “sapientemente” tende a isolare ogni uomo, in maniera tale che possa risolvere la propria esistenza, riguardo al senso e alla felicità, attraverso il consumo e la sottomissione al dio denaro. È un sistema perfetto, subdolo e sempre vincente, che fa leva su gli stessi meccanismi neuropsichici di un “innamoramento” (adrenalina, ossitocina, dopamina), affinché l’euforia permetta di ignorare ciò che veramente conta per essere felice, per condurre una vita piena di senso.

  1. La proposta del mio RE

Il giudizio nasce da un criterio con il quale mi confronto. Credo che un adulto abbiamo necessita di riferirsi ad un criterio esistenziale. Gesù di Nazareth racconta una scena (Mt 25,31-46), che include elementi parabolici e strumenti letterari per trasmettere dei concetti attraverso metafore e figure simboliche. Dalla nostra lettura emerge la figura di un re che giudicherà tutti i popoli.

Non ti giudicherà se hai creduto in Dio oppure no.

Non ti giudicherà per aver rispettato tutti i comandamenti.

Non ti giudicherà per i tuoi sbagli.

Non ti giudicherà per quanto avrai costruito nella tua vita.

Non ti giudicherà per i tuoi fallimenti.

Non ti giudicherà per aver seguito o meno tutti i precetti.

Ti chiederà soltanto, se Lo hai amato.

Come puoi amare Dio se non lo vedi, come puoi amare Gesù se è vissuto più di duemila anni fa? Ecco la solita fregatura della fede, la solita invenzione della chiesa, l’inganno del cristianesimo!

Secondo la nostra fede il Dio invisibile è nato in un Uomo palestinese tanto tempo fa. Ci sono testimonianze storiche di ogni genere. È certo. Il Dio invisibile ha parlato attraverso quest’Uomo, il quale prima di lasciare questo mondo, ha detto: guardate che Dio continuerà a farsi carne nella carne delle sorelle e dei fratelli che incontrerete nella vostra vita. «Tutto quello che avete fatto ad uno di questi miei fratelli più piccoli LO AVETE FATTO A ME».

  1. Il sistema cristiano

«Io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero straniero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi». Se vuoi trovare un senso nella tua vita, ecco la proposta: considera l’affamato, l’assettato, lo straniero, il povero, il malato, il carcerato, come presenza di Dio. Inchina il tuo capo dinanzi a loro, curva la tua schiena e mettiti al loro servizio… non immagini la gioia che puoi provare. Non c’è nessuna fregatura… se tutti gli uomini potessero sperimentarlo!

Provate a pensare, onestamente, quale è stato il momento più felice della vostra vita, quando la vostra esistenza si è colmata di un perché, di un senso.

Non è forse il momento in cui abbiamo compiuto un gesto di amore? Non è forse quando abbiamo agito con tenerezza verso una persona indifesa? Non è forse quando abbiamo donato conforto e vicinanza ad un nostro amico abbattuto?

Non è forse quando abbiamo trattato il nostro prossimo con rispetto, con delicatezza e cura? Non è forse quando lo abbiamo risollevato da una caduta, quando lo abbiamo spronato a ripartire, quando lo abbiamo sostenuto nei momenti più difficili? Non è forse quando i nostri occhi sono andati al di là dei pregiudizi, al di là dell’egoismo, al di là dei nostri interessi?

Non è forse quando hai ignorato le propagande di odio e hai conosciuto la vera storia di un immigrato? Non è forse quando hai donato il tuo tempo per i più bisognosi? Non è forse quando hai semplicemente amato una creatura umana?

Ecco perché il mio re si è nascosto dentro le sue creatura, perché ogni uomo, anche quello considerato “scarto” dal sistema occidentale, potesse provare la gioia di sentirsi amato, ritrovando la ragione per continuare vivere.

Davide Curreli

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