La vera “buona scuola” si vede ora

 

«Nulla sarà più come prima», ce lo sentiamo ripetere tutti i giorni.

Chissà se sarà così anche per la scuola! Certo è che l’istruzione è uno dei settori che hanno dovuto riorganizzarsi radicalmente nell’arco di pochissimo tempo.

Quando il 4 marzo è arrivato l’annuncio della chiusura delle scuole per dieci giorni, da subito molti insegnanti si sono chiesti come avrebbero potuto tenere i contatti con gli alunni per evitare di perdere completamente quella settimana e mezza di scuola. Quando ancora sembrava che la chiusura fosse una fastidiosa parentesi in un anno scolastico per il resto ordinario, senza che nessuno glielo abbia imposto, maestri e professori si sono rimboccati le maniche perché la scuola potesse in qualche modo continuare.

Le chat Whatsapp dei docenti hanno cominciato a diventare dei piccoli laboratori in cui ci si scambiava idee, esperienze e suggerimenti. Si è assistito così da un lato alla scoperta di un utilizzo nuovo degli strumenti usati quotidianamente – come il portale Argo – dall’altro il sempre più diffuso ricorso ad altri canali, ad esempio le piattaforme come Skype o Zoom che permettono di parlare in diretta con gli studenti, anche condividendo la schermata del proprio computer.

Con lo scorrere dei giorni è diventato chiaro che per il rientro a scuola occorre verosimilmente aspettare almeno i primi di maggio, e purtroppo al momento non si può escludere la possibilità che per quest’anno non si rientri affatto. A questo punto anche il Ministero con la nota del 17 marzo, contenente le “prime indicazioni operative per le attività didattiche a distanza”, ha fatto capire che occorre attrezzarsi per dare ordine e continuità a questo nuovo modo di fare scuola.

Ma, come detto, la gran parte degli insegnanti, coordinati dai dirigenti scolastici, aveva cominciato ad agire prima che arrivassero le indicazioni ministeriali.

Andando avanti diventerà urgente affrontare nuovi problemi, come quello delle verifiche intermedie e, ovviamente, delle valutazioni finali. E anche quello degli esami di terza media e di maturità, che si svolgeranno nei tempi stabiliti, come ha espressamente garantito la ministra Azzolina, anche se al momento non è chiaro secondo quali modalità. Si affronterà anche questo problema, quando sarà il momento.

Le crisi spesso fanno venire fuori il meglio delle persone. Lo stiamo vedendo in tanti nostri connazionali, come ha ricordato anche il premier Conte quando nell’ultimo discorso tenuto sabato notte ha ringraziato diverse categorie di lavoratori. Tra queste categorie non ha citato gli insegnanti, e non gliene facciamo una colpa. Ma non sarebbe stato fuori luogo ricordare e ringraziare anche tutti quegli educatori che in questi giorni si stanno dimostrando capaci di rimettersi in gioco, reinventandosi un modo di lavorare per stare vicini ai ragazzi che gli sono affidati e – magari spiegando italiano, filosofia, fisica o matematica – provare a comunicargli che in fondo al tunnel c’è sempre una luce.

Davide Meloni

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