Siamo ciò che mangiamo e le notizie che ascoltiamo

“L’uomo è un essere narrante. Fin da piccoli abbiamo fame di storie come abbiamo fame di cibo. Che siano in forma di fiabe, di romanzi, di film, di canzoni, di notizie, le storie influenzano la nostra vita, anche se non ne siamo consapevoli.” Così il Santo Padre Francesco inizia il suo messaggio per la 54a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, un appuntamento importante al quale guardano con attenzione giornalisti e operatori della comunicazione.

Anche a Cagliari i media diocesani e gli operatori regionali si sono confrontati il 25 gennaio scorso in occasione del convegno organizzato dall’UCSI Sardegna (Unione Cattolica Della Stampa Italiana) proprio sui media visti come luogo di incontro nel racconto della verità. “È stata una giornata intensa – commenta Andrea Pala, giornalista e Presidente UCSI Sardegna – alla quale hanno partecipato tanti colleghi che quotidianamente sono impegnati nel lavoro redazionale e nella quale si è potuto offrire al nostro Vescovo Giuseppe Baturi un ampio panorama sull’informazione regionale, in concomitanza con celebrazioni per il patrono dei giornalisti san Francesco di Sales”. Proprio il Vescovo di Cagliari, intervenuto durante il dibattito, ha ribadito le parole di Papa Francesco: “Quando la vita si fa storia, la sua narrazione entra nella vita di chi l’ascolta e la trasforma”. Del resto ogni uomo è intimamente costituito da ciò che ascolta e in quest’ottica l’intera comunicazione assume un nuovo valore: diventa un servizio alla persona, un’occasione per chiunque ci parla di incidere sulla nostra vita.

Capita sempre più spesso che nel perseguire il massimo utile aziendale i media pongano l’accento sulla diffusione di notizie sensazionali e drammatiche, che fanno leva sulle caratteristiche di un pubblico impaurito. Dare quindi voce anche agli avvenimenti che evidenziano umanità, rispetto, aiuto reciproco, gentilezza è una responsabilità non più procrastinabile per consentire all’opinione pubblica di informarsi pienamente su tutti gli aspetti della realtà in cui viviamo. Fondamentale quindi il ruolo di una serie di iniziative editoriali come Good News Agency, Buone Notizie.it, En Positivo, The Good News Service, il tentativo di dare spazio alle buone notizie da parte di alcune testate ad ampia diffusione (Washington Post con “The Optimist”, New York Times, Huffington Post, Corriere della Sera con Corriere sociale, la BBC con un programma radio), l’impegno dei media diocesani (nel suo piccolo, anche di Punica.it) quali diffusori di un’informazione costruttiva basata su valori che unificano e arricchiscono mente e cuore, e non soltanto su quelli che separano e impoveriscono, smentendo clamorosamente il detto che “le buone notizie non fanno notizia”.

Sergio Arizio

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