Chiara Ferragni e l’acqua Evian: ci dobbiamo veramente preoccupare?

Chiara Ferragni e una bottiglietta d’acqua venduta alla modica cifra di 8 euro. Basta mettere insieme questi due elementi per sollevare un polverone mediatico tale che nel giro di pochi giorni il marchio Evian era più famoso di un tormentone estivo il 14 Agosto.

Questa notizia ha provocato una vera e propria “battaglia social” tra gli haters e i followers della Ferragni, in cui tutti hanno voluto dire la loro. Nel dibattito che ne è nato una cosa è emersa in modo evidente: gran parte degli italiani non vede di buon occhio un marchio che vende della semplice acqua ad un prezzo esorbitante. Un vero e proprio schiaffo in faccia alle tante persone che faticano ad andare avanti e ad arrivare a fine mese. Fin qui tutto nella norma: una delle tante campagne mediatiche di indignazione di massa.

Ma essendo una studentessa di Economia ho provato a pormi questa domanda: perché l’Evian ha fatto una scelta di marketing così folle? Ho iniziato così le mie indagini.

L’acqua Evian si presenta al consumatore come un bene di lusso, cioè una variante di un prodotto classico con caratteristiche atipiche che fanno lievitare esponenzialmente il prezzo. Anche nel suo sito web, l’azienda mostra come il suo prodotto trovi la sua origine in una sorgente pura nel cuore delle Alpi, e compie un ciclo di filtraggio di ben 15 anni, con un processo tutto naturale, prima di essere imbottigliato. Dal sito balza agli occhi immediatamente l’accuratezza e la semplicità con cui il marchio, anche attraverso metodi visivi e simpatici, vuole comunicare ai consumatori la purezza e la qualità del suo prodotto, l’importanza dei valori che ispirano la produzione e anche il suo rispetto per la natura.

La prima conclusione che ho tratto è che questa polemica sui social ha fatto raggiungere in maniera semplice ed efficiente l’obiettivo marketing che ci si era prefissati, con il risultato che:

  1. Un marchio quasi sconosciuto nel mercato italiano è ora sulla bocca di tutti, o quasi;
  2. Nonostante il disaccordo sul prezzo della bottiglia della Ferragni, moltissime persone sono andate a fare una ricerca sul marchio e gli rimarrà impresso il concetto che l’Evian è un brand affidabile e puro;
  3. Le bottiglie limited edition hanno fatto sold out, con un profitto non indifferente;

Dal punto di vista del marketing, non possiamo dunque che fare i complimenti all’equipe creatrice.

Ma se proviamo a spostare la questione su un piano morale, nascono domande che esulano da una semplice valutazione sull’efficacia di una operazione di marketing. Per esempio, la purezza e la qualità di ciò che mangiamo e beviamo stanno diventando un bene di lusso, accessibile a una fetta sempre più piccola della popolazione? Non sembrano poi così lontani i mondi di famosi film fantascientifici come “in Time”, “Elysium”o “Divergent” che ci hanno fatto provare il disgusto di un mondo diviso in maniera drastica e ingiusta, non più tanto in base al colore ma al conto in banca e dove chiaramente i poveri a mala pena sopravvivono degli scarti in una terra sovraffollata che ha esaurito tutte le risorse naturali, mentre i ricchi vivono in paradisi terresti e bevono acqua pura. Chissà magari nel prossimo film sarà proprio l’acqua Evian.

 

Cloé Scano

 

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