T.L.C. Musicale: un incontro che cambia la vita

In questo inizio di terzo millennio è sempre più chiaro che non si può essere cristiani per tradizione, ma solo per un incontro con Gesù vivo e presente, capace di entrare nelle nostre storie, chiamarci per nome e dare alla vita un nuovo orizzonte di senso. Il T.L.C. Musicale è una di quelle esperienze in cui questo incontro che cambia la vita può realmente accadere. Ne sanno qualcosa i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato al XV T.L.C. Musicale che si è tenuto ad Arborea dal 19 al 22 aprile scorso.

Di cosa si tratta? Sulla carta, è un corso di approfondimento liturgico della Santa Messa, un itinerario per svolgere con maggiore consapevolezza il ruolo di animatore liturgico nelle sue diverse specificità. Ma forse fermarsi a questa formulazione non dice fino in fondo cosa sia il veramente il T.L.C. Musicale. Cosa realmente si sono portati a casa i corsisti? La consapevolezza che Gesù c’è e che ci ama, come un amico fedele che non ci tradisce mai. Abbiamo perciò voluto chiedere ad alcuni di loro di dirci cosa è stata l’esperienza del T.L.C. Musicale e dalle loro parole è chiarissimo come abbiano veramente toccato con mano questa verità: “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18,20): «Da questa esperienza mi porto dietro tutte le persone speciali che ho conosciuto, e LUI che ogni giorno mi illumina la strada»; «La gioia, le emozioni provate, la sicurezza che qualcuno di più grande è in mezzo a noi e che se gli diamo la possibilità ha veramente la capacità di riempirci il cuore»; «La gioia dello star bene insieme, quella che ci unisce nonostante le nostre vite così diverse ma in fondo così uguali. Mi carico nello zaino la bellezza di essere passati da conoscenti a fratelli che ridono scherzano e piangono insieme. Ognuno è stato un dono per l’altro senza mezze misure. Se non è questo essere Chiesa…!».

Questa verità l’hanno sperimentata anche i componenti dell’equipe, persone semplici che per mesi hanno lavorato mettendo da parte, dubbi, sofferenze e differenze, lasciandosi trasportare ed affidandosi a Gesù per diventare una cosa sola e far breccia nel cuore dei ragazzi: «Lavorare in equipe è stata una continua scoperta. Una scoperta di me stessa e di ciò che sono capace di fare, i miei compagni di viaggio, che da sconosciuti sono diventati amici, complici, fratelli… ma anche la scoperta di un Amore vero, un amore che riesce a sorprendermi, lasciarmi senza parole fino a frantumarmi il cuore di GIOIA»; «Lavorare in equipe ha contribuito a rafforzare rapporti di amicizia e crearne dei nuovi e soprattutto a crescere insieme a loro nella fede. In equipe ci si completa a vicenda, dove non arriva uno c’è l’altro sia nei momenti gioiosi che in quelli di difficoltà fino a diventare una grande famiglia».

Ma quale era il loro scopo? «Riuscire a trasmettere la bellezza e il sapore della Festa del Signore, permettere a questi ragazzi di vivere finalmente la Messa e che possano poi essere testimoni di questa bellezza nelle loro parrocchie»; «Volevo dimostrare a tutti quei ragazzi, che a prescindere dalle nostre paure e insicurezze, se ci affidiamo a lui e ci lasciamo guidare, possiamo essere strumenti preziosi sempre».

 

Cloé Scano

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