Serie TV: The End of the F***ing World

Se vi piacciono le serie TV vale assolutamente la pena dedicare un po’ del vostro tempo a The End of the F***ing World, uscita su Netflix il 5 gennaio. A prima vista niente di speciale: black comedy dalla trama abbastanza semplice, pochi personaggi, realizzata con mezzi modesti, solo otto puntate da una ventina di minuti ciascuna. Eppure si tratta di un piccolo gioiello che sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire, una storia capace di lasciare qualcosa allo spettatore al di là del puro intrattenimento, sicuramente una delle più interessanti tra quelle proposte da Netflix negli ultimi mesi,

La vicenda è quella di due diciasettenni, James e Alyssa, ragazzi tranquilli agli occhi della società ma devastati interiormente, che dopo essersi conosciuti decidono di scappare da un’esistenza insignificante e da pessimi genitori. Si troveranno ben presto coinvolti in vicende più grandi di loro che porteranno i due personaggi a subire un’imprevedibile evoluzione, facendo emergere qualcosa di decisamente diverso rispetto a quanto la famiglia e la società ha visto in loro fino a quel momento.

A dispetto delle prime puntate, dove si vedono due giovani sbandati che sembrano vivere al di sopra del bene e del male, pian piano emerge tutto il dolore dei due protagonisti, il loro passato terribile e il grigiore del loro presente, ma anche una capacità di umanità vera che forse aspettava solo di venir fuori, anche se ci sarà bisogno di circostanze estreme perché avvenga questo piccolo miracolo. Il risultato è una storia d’amore molto atipica ma piena di poesia, in cui due giovani mostrano di essere migliori degli adulti a cui devono la loro infelicità.

Infine due parole sul titolo della serie, anch’esso abbastanza atipico, che sembra una specie di maledizione, un’imprecazione contro un mondo ormai alla deriva, perso in un vortice di individualismo, di violenza e di insensatezza, incapace di offrire qualcosa di buono a chi si sta per affacciare nel mondo dei grandi. Ma paradossalmente è anche un titolo che può essere visto come l’espressione di una specie di speranza, quasi a dire: quando tutto sembra perduto può capitare un imprevisto che dalle ceneri di un mondo in frantumi faccia scoccare la scintilla di un nuovo inizio.

 

Agostino Rossi

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