COCO: un legame che vive nel cuore

Sogni, ricordi e famiglia: queste tre parole sono il messaggio che il nuovo film Pixar COCO, ora nelle sale cinematografiche, grida ai nostri cuori. In un mondo in cui la paura del vuoto e del nulla ha portato le persone ad abbandonare il ricordo del proprio passato per vivere piccoli e inconsistenti attimi nel presente, in un mondo dove nessuno osa più sognare per paura del fallimento e della sconfitta, in cui le persone stanno abbandonando il loro passato, dove la famiglia stessa sta perdendo il suo valore originario di legame indissolubile nel tempo, la Pixar riesce di nuovo a stupirci e riproporre questi valori, troppo spesso dimenticati, ma in un modo speciale, come solo chi ha dato vita ai sogni riesce a fare.

Valori come l’amicizia, la famiglia e la crescita dell’Io, sono da sempre le colonne portanti della produzione cinematografica di Lasseter, da TOY STORY in poi l’obbiettivo è stato quello di dare vita ai sogni per insegnare ai bambini a realizzare i propri, ad accompagnarli nel loro viaggio, sperando così di cambiare il mondo in meglio; in ogni film da essa prodotto troviamo però molto più che un semplice messaggio, troviamo un’attenta ricerca stilistica cinematografica, non solo citazioni evidenti di altri film, ma un vero e proprio riutilizzo dei generi artistici che hanno cambiato la storia del cinema.

In COCO possiamo notare la commistione dell’ambientazione surrealista (viene citata espressamente Frida Kahlo) con il metodo narrativo tipico del neorealismo, cioè della pura ricerca del quotidiano. In INSIDE OUT abbiamo già visto questa commistione perfettamente riuscita, in cui si racconta, in maniera totalmente innovativa, della semplice vita quotidiana di una bambina, senza avventure particolari o antagonisti da abbattere, il sogno di Zavattini e De Santis è stato realizzato da un “semplice cartone”.

Lee Unkrich (regista del film COCO) riesce anch’esso a fare un miscuglio di vari generi e per unirli insieme sceglie un particolare tema sempre vincente, La Musica; il film parla infatti di un ragazzino, Miguel, che sogna di diventare un musicista, ma vive una situazione un po’ particolare giacché nella sua famiglia la musica è severamente vietata dai tempi della trisavola Imelda, la quale fu abbandonata dal marito musicista. Miguel però non vuole abbandonare il suo sogno ed è pronto anche ad abbandonare la propria famiglia pur di seguirlo, sognando quindi di seguire le orme del trisavolo. Si crea quindi una rottura tra lui e la sua famiglia e per questo motivo si troverà catapultato insieme a un cane di nome Dante, nel mondo dei morti. Qui dovrà affrontare i suoi antenati, i suoi sogni ma soprattutto il vero se stesso. A indicare la via da seguire a Miguel e a noi spettatori sarà proprio la musica, note che attraversano il tempo e lo spazio raggiungendo ogni personaggio della storia facendo riunire anche le anime perdute.

A vincere alla fine sarà proprio la famiglia, grazie soprattutto al legame che vi è tra Miguel e sua Bisnonna COCO, un legame che con una canzone toccherà le corde del cuore di tutti gli spettatori, che hanno avuto la fortuna di vivere un legame forte con la propria nonna. Uscendo dalla sala ci si trova a pensare un attimo a quanto il ricordo di ciò che è passato possa servire per realizzare i nostri sogni, quanto la nostra famiglia possa ancora darci nel tempo, perché solo ricordando il passato possiamo guardare al futuro. Come sempre la Pixar ha prodotto un film adatto a ogni età, fatto per far divertire i bambini, pensare i ragazzi e far piangere i venticinquenni, invitandoci a ricordare che con la famiglia “avremo un legame che vive per sempre in ogni parte del mio corazon”.

 

Carlo Sechi

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